L’organismo del bambino può percepire l’organo trapiantato come un corpo estraneo e tentare di attaccarlo.
Questo non significa necessariamente che il trapianto non sia riuscito.

I farmaci antirigetto, come Prograf®, Cellcept® o Neoral®, diminuiscono l’attività del sistema immunitario del bambino e aiutano a prevenire un rigetto.

Quanto prima il rigetto viene identificato, tanto più facilmente potrà essere trattato.
 

Sì, soprattutto durante i primi tre mesi.

Il rischio persiste per tutta la vita.

Tutti i giovani pazienti che hanno subito un trapianto sono interessati da almeno un episodio di rigetto.

Le possibili complicanze durante e dopo un trapianto di fegato sono molteplici. Possono essere di tipo chirurgico o medico.

Complicanze chirurgiche

Nonostante siano state adottate tutte le precauzioni, le seguenti complicanze sono le più comuni e si verificano nel 5-10% dei bambini che hanno subito un trapianto. Si rileva la stessa incidenza negli altri centri di riferimento del mondo.

  • Qualsiasi intervento chirurgico può comportare sanguinamento. Molto spesso, un bambino che riceve un nuovo fegato ha bisogno di una trasfusione di sangue.
     
  • Altre complicanze sono direttamente legate alla procedura chirurgica del trapianto di fegato:
    • Trombosi (coaguli) dei vasi legati. La trombosi della vena porta o dell’arteria epatica richiede spesso una nuova operazione.
    • Perdita biliare: viene trattata tramite l’inserimento di un drenaggio.
    • Il restringimento delle vie biliari richiede nella maggior parte dei casi l’intervento di radiologi interventisti per l’inserimento di un drenaggio nelle vie biliari.

Esistono anche altre complicanze chirurgiche, ma sono meno frequenti.

Complicanze mediche

Le complicanze mediche possono essere classificate in tre categorie:

  • Infezioni (nella maggior parte dei casi di tipo virale)
  • Rigetto
  • Gli effetti collaterali dei farmaci indispensabili in seguito al trapianto possono interessare gli altri organi 

Il bambino viene attentamente monitorato (vedere la domanda relativa ai “controlli” dopo il trapianto) in modo che si possa agire tempestivamente per la gestione delle complicanze e l’adattamento del trattamento.

Infine, molto raramente, può sopravvenire il decesso a seguito di tali complicanze. Ecco perché un trapianto di fegato viene proposto solo al termine di un lungo confronto tra i genitori e la nostra équipe.

In questa fase saranno attentamente valutati tutti i rischi e i benefici associati al trapianto.

Viene proposto un trapianto in una di queste due situazioni:

  • se il rischio per la vita del bambino associato alle condizioni del suo fegato è maggiore dei rischi associati al trapianto;
  • se la qualità della vita o lo sviluppo del bambino risultano fortemente compromessi.
     

Il bambino è esposto a un rischio maggiore di sviluppare complicanze legate a un’infezione, soprattutto virale.

Per esempio, se soffre di una malattia da raffreddamento, come un raffreddore, è esposto a un maggiore rischio di contrarre una polmonite o un’otite in un secondo momento.

Questo rischio è maggiore subito dopo il trapianto e si riduce nel tempo.
 

A causa di possibili complicanze gravi. Il CMV può avere effetti su diversi organi e provocare un rigetto.

L’EBV può causare in via del tutto eccezionale una malattia linfoproliferativa post-trapianto (PTLD), precursore del linfoma (stadio iniziale).

Mentre il virus della varicella può causare molte complicanze in un bambino che non ha sviluppato le difese immunitarie prima del trapianto.

La particolarità di questi tre virus consiste nel fatto che rimangono inattivi nelle cellule e ricompaiono più tardi, il che rende difficoltoso il loro trattamento.

In caso di dubbi, contattare il centro.