L’atresia biliare è una malattia rara di origine sconosciuta.

È caratterizzata dall’ostruzione delle vie biliari e si manifesta nelle prime settimane di vita.

Il bambino è parzialmente o totalmente sprovvisto dei dotti biliari.

La bile che scorre normalmente attraverso questi dotti, dal fegato verso l’intestino, ristagna a livello del fegato. Ciò causa una disfunzione epatica e quindi l’ittero nel bambino.

Si tratta della causa più comune di colestasi (ritenzione biliare) neonatale.

È una condizione rara e riguarda 1 nascita vitale [1]su 18.000 in Europa. Le femmine sono più comunemente colpite rispetto ai maschi.

L’atresia biliare è riconoscibile dalla decolorazione delle feci associata a un aumento delle dimensioni del fegato.

Per agevolare la diagnosi, si può utilizzare una carta colorimetrica delle feci, che è possibile visualizzare/scaricare qui.

Questo intervento consiste nel ricostituire la via biliare al di fuori del fegato collocando un’ansa intestinale all’ingresso del fegato (dove scorre la bile). L’obiettivo è de consentire il flusso della bile nell’intestino e alleggerire il fegato.

È indicato nei casi di atresia delle vie biliari. Questa operazione deve essere eseguita nei primi anni di vita del bambino per massimizzare le possibilità di successo. Può ripristinare il flusso biliare dal fegato verso l’intestino, prevenire l’ulteriore deterioramento del fegato e quindi consentire di evitare il trapianto di fegato.
 

È un’infezione delle vie biliari dovuta a germi intestinali.

In seguito all’intervento con il metodo Kasaï, i batteri presenti nelle anse intestinali possono causare una colangite.

In questa situazione, il bambino riceverà un trattamento antibiotico per via endovenosa e sarà sottoposto a una maggiore sorveglianza.

La sua permanenza in ospedale sarà pertanto prolungata.
 

A seguito di un’infezione, una disfunzione delle cellule epatiche o un problema delle vie biliari, il bambino può presentare un ittero (itterizia) dalla nascita o in seguito.

È dovuto a un accumulo nel sangue della bilirubina, una sostanza contenuta nella bile.
 

A seconda della diagnosi, il bambino può guarire senza intervento chirurgico o trapianto di fegato.

Se, d’altra parte, la funzionalità epatica è deteriorata in modo irreversibile e il rischio di morte supera il rischio di convivere con il fegato danneggiato, il bambino sarà messo in lista d’attesa per il trapianto.